Stress sul lavoro diminuisce con l’età

Albert Einstein si diverte
Una ricerca svolta dall’Università di Nottingham ha rilevato che lo stress prodotto dal lavoro raggiunge il livello massimo tra i 50 e i 55 anni e dopo tende a diminuire man mano che ci si avvicina alla pensione. Ma da cosa dipende questa diminuzione dello stress da lavoro? Può essere la scelta di lasciare una posizione più stressante per un ruolo meno impegnativo, oppure ci sono motivi di salute, o forse una migliore capacità di distacco e di controllo sul lavoro per esperienza acquisita. (Ageing, Work-related Stress and Health – comunicato)
Lo stress è oggi la principale causa di assenza dal lavoro, con le dovute differenze fra paese e paese, o tra occupati e sottoccupati. Lo stress è “uno dei fattori” che influenzano la disponibilità e la capacità dei lavoratori più anziani di rimanere nella forza lavoro. Oggi si parla di allungare la vita lavorativa perché l’invecchiamento della popolazione determina un costo maggiore che grava su chi lavora. Che cosa accadrebbe se si andasse in pensione a 70 anni? Oltre all’aumento (relativo) della disoccupazione tra i giovani, ci sarà un aumento di stressati tra i cinquantenni che a quel punto potrebbero diventare sessantenni. E tra questi ultimi crescerà il numero dei disimpegnati e degli ammalati. Un bel problema per chi ci mette i capitali, ma soprattutto per chi lavora.
Per diminuire il livello di stress la ricerca dell’università inglese suggerisce di dare al personale più anziano un maggiore controllo sul proprio lavoro, un migliore riconoscimento per il loro contributo, una maggiore flessibilità e un supporto sociale più avanzato. Gli anziani vogliono trascorrere più tempo con i nipoti o dedicarsi ad altri interessi. Il lavoro e la carriera non sono più le loro motivazioni principali.
Se vogliamo che si continui a lavorare con una certa produttività anche a una certa età, secondo i relatori della ricerca bisogna agire sulle condizioni lavorative per rendere più attrattivo e flessibile il lavoro, e conciliabile con le esigenze di una popolazione anziana che lavora. Non solo, pare che condizioni di lavoro meno stressanti andrebbero a tutto vantaggio anche della vita dei futuri pensionati. Ci voglio credere!
Ma qualche dubbio mi viene di fronte alla buona volontà di queste ricerche di dover dimostrare che il futuro è perfettibile, e che si possa raggiungere una sorta di armonia cambiando l’opinione di imprenditori e lavoratori. Sembra sempre che le soluzioni giuste, che ti propinano, siano quelle più semplici, fatte di buon senso e disponibilità al cambiamento. Forse non basta cambiare le coscienze per cambiare il mondo, in particolare quello del mercato del lavoro. Comunque, ben venga qualsiasi iniziativa che diminuisca lo stress da lavoro e così andremo avanti a lavorare anche fino a cent’anni. Ma perché?!
1 commento »
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Alessandra scrive,
28 ottobre 2009
molto, molto interessante: vi riprenderò senz’altro. grazie, come al solito! :-)