L’insopportabile peso della vita
Tra il 9 e il 10 settembre si è tenuta in molti paesi la giornata della prevenzione del suicidio promossa da International Association for Suicide Prevention e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) per sensibilizzare la gente su un fenomeno che coinvolge tutti in tutto il mondo. Per l’occasione sono stati diffusi dati e informazioni ma soprattutto si è voluto lanciare un appello a considerare il suicidio come un evento prevedibile quando si sappiano comprendere certi comportamenti. Molto dipende da attenzione e sensibilità, ma anche dalla conoscenza di determinati meccanismi, segni e condizioni che si manifestano nelle diverse età.
In Italia le persone con più di 65 anni sono circa il 20% della popolazione. Per questa fascia di età il numero dei suicidi supera il 34% del totale nazionale e rappresenta il valore più alto nella suddivisione statistica dell’Istat, seguito da quello della fascia tra i 45 e i 64 anni. Per i tentativi di suicidio, invece, la popolazione più coinvolta è quella tra 25 e 44 anni.
Parlare di motivazioni o cause del suicidi è sempre riduttivo rispetto alla evidente unicità di ogni storia personale. Secondo i dati Istat la “malattia” è il movente nella maggior parte dei casi di suicidio tra la popolazione anziana. La categoria “malattia” è volutamente molto ampia perché permette di raggruppare motivazioni che altrimenti richiederebbero informazioni molto più precise. Infatti, sono le malattie psichiche a prevalere. E bisogna anche aggiungere che la voce “Ignoto o non pervenuto” permette a chi redige queste burocratiche informative di non cadere in presunte valutazioni.
La riduzione a statistica di un fenomeno come questo cambia di significato in relazione al punto di vista e non può dare ragione della complessità che ogni evento racchiude. Quella su cui pensiamo è solo un’ipotesi di lavoro.
Suicidi e tentativi tra la popolazione di 65 anni e più (fonte: dati Istat)
| Italia | suicidi 65+ | tentativi di suicidio 65+ | ||||||
| anno | M | F | MF | %IT | M | F | MF | % IT |
| 2003 * | 1.072 | 378 | 1.450 | 35,5% | ||||
| 2004 | ||||||||
| 2005 | 778 | 276 | 1.054 | 36,4% | 228 | 179 | 407 | 12,3% |
| 2006 | 886 | 252 | 1.138 | 37,1% | 222 | 144 | 366 | 11,1% |
| 2007 | 795 | 253 | 1.048 | 36,6% | 215 | 154 | 369 | 11,4% |
| 2008 | 746 | 228 | 974 | 34,4% | 210 | 147 | 357 | 10,7% |
- Nota * : fonte OMS/WHO – M=maschi, F=femmine.
| MOVENTE | MF | F | M |
| Malattie | 532 | 140 | 392 |
| - Fisiche | 206 | 28 | 178 |
| - Psichiche | 326 | 112 | 214 |
| Motivi affettivi | 56 | 9 | 47 |
| Motivi d’onore | 2 | 0 | 2 |
| Motivi economici | 18 | 3 | 15 |
| Non indicato | 366 | 76 | 290 |
Italia 2008 – popolazione 65 +
Le tabelle relative ai suicidi pubblicate dall’Istat si basano sui rilievi fatti da Polizia e Carabinieri. Oltre all’età l’analisi statistica considera diversi altri aspetti: diffusione sul territorio, motivazione, modalità e momento.
Tra le motivazioni per i suicidi di anziani è maggiore la malattia, soprattutto psichica (ma questo vale per tutte le età, in particolare tra 45 e 64 anni).
Il numero maggiore di suicidi nel 2008 tra gli anziani è nel mese di giugno, seguito da luglio e agosto.
Le ore di punta sono tra le 8 e le 11, ma il numero resta alto fino alle 15.
| ESECUZIONE | F | M |
| avvelenamento | 9 | 17 |
| asfissia da gas | 1 | 11 |
| impiccagione | 46 | 296 |
| arma | 5 | 138 |
| - da taglio | 3 | 10 |
| - da fuoco | 2 | 130 |
| precipitazione | 94 | 128 |
| annegamento | 28 | 43 |
| investimento | 6 | 14 |
| altro | 24 | 47 |
| non indicato | 15 | 52 |
.
Le modalità di suicidio dipendono da un’osservazione più oggettiva. Tra gli uomini anziani ricorre con maggiore frequenza l’impiccagione, mentre tra le donne è il salto nel vuoto. Nei paesi meno sviluppati economicamente, per fare un raffronto tragico, si ricorre all’avvelenamento con pesticidi.
I dati Istat permettono di vedere dove si verificano i suicidi, ma online non sono disponibili nella suddivisione per età. Per quanto riguarda tutta la popolazione osserviamo che le regioni con il più alto tasso di suicidi nel 2008 sono:
Valle d’Aosta – 9,5 (ogni 100mila abitanti).
Sardegna – 8,9, ma la media regionale è alta solo perché due province hanno un alto tasso di suicidi: Ogliastra e Medio Campidano con 17,2 e 17,4 (ogni 100mila abitanti).
Umbria – 8,5 (ogni 100mila abitanti).
Molise – 8,4 (ogni 100mila abitanti). La provincia di Isernia, 13,5, ha un tasso doppio rispetto a Campobasso.
Altre province dove il tasso è più evidente (12 e 13 ogni 100mila abitanti) sono Trieste, Belluno, Sondrio, Cuneo.
La regione con il tasso più basso di suicidi è la Campania, 1,8 (ogni 100mila abitanti), con Napoli allo 0,7.
Tra gli stranieri presenti in Italia i suicidi sono 239, di cui 160 nati in altri paesi europei e 49 della sola Romania.
1 commento »
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Alessandra scrive,
14 settembre 2009
davvero molto interessante questa ricerca. mi colpisce anche che il maggior tasso di suicidi sia in una delle regioni più belle d’Italia. Ho sempre pensato, non so bene perché, che la montagna possa incutere un senso di cupezza maggiore di quanto non faccia il mare. chissà se c’entra. grazie per il vostro lavoro