La telemedicina non è Elisir di Rai3

health-optiLa Regione Veneto è all’avanguardia per la Telemedicina, seguita da Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Il Veneto ha partecipato alla sperimentazione del progetto europeo di telemedicina in neurochirurgia  “Health Optimum”  con ottimi risultati. Il progetto è cominciato nel 2004 e da poco si è conclusa la seconda fase che ha coinvolto cinque paesi europei: Svezia, Danimarca, Spagna, Romania, oltre all’Italia.

Positiva  anche la sperimentazione condotta dall’ospedale Molinette di Torino in collaborazione con Telecom, che ha progettato un sistema di monitoraggio a domicilio  per i malati cronici: MyDoctor@Home permette di raccogliere dati sul paziente attraverso apparecchiature elettromedicali collegate via wireless e telefono a un centro di controllo con personale specializzato.

Al servizio di Telecom guardano con interessate diverse regioni, tra cui il Veneto dove le Asl si sono riunite nel  consorzio  “Arsenal.it” per affrontare insieme il passaggio alla telemedicina. L’iniziativa è nelle mani delle singole regioni perché a livello nazionale non c’è programmazione concreta se non quella di diffondere ottimi  consigli che riprendono le indicazioni della Commissione Europea. In questi anni la classe politica e amministrativa ha fatto ben poco, se non prendere l’iniziativa di tagliare 27mila posti letto negli ospedali pubblici. Obiettivo non facile visti i ritardi di attuazione nelle regioni del centro-sud. In questi giorni sono uscite nuove dichiarazioni entusiaste per la telemedicina (a volte come elisir di lunga vita), soltanto perché si è intravista la possibilità di tagliare un alto numero di posti letto.

E’ stato fatto molto poco se non nulla per promuovere la ricerca e la formazione nelle università sul complesso sistema della telemedicina, o la collaborazione tra aziende e amministrazioni locali per progettare le infrastrutture. Per esempio, è indispensabile che la banda larga per la trasmissione dati arrivi nelle case di tutti i cittadini.  Non si sta facendo nulla per informare i cittadini e prepararli al cambiamento. Più importante e conveniente è parlare del passaggio al digitale terrestre. E non c’è da stupirsi se molti pensano che la telemedicina sia la trasmissione Elisir in onda su Rai3.

Manca in Italia, e forse in molti paesi europei, un’attenzione per i veri problemi che riguardano il futuro prossimo. Manca una classe dirigente che non pensi al proprio tornaconto o al consenso. E soprattutto c’è al fondo l’incapacità di capire, prevedere e programmare uno sviluppo che non sia quello apparente del “libero mercato”.

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