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Il triciclo della terza età

personal transporterSembra molto comodo, stabile e facile da guidare. Il veicolo per il trasporto personale disegnato dal designer svedese Malin Grummas ha l’assetto di un triciclo con un motore elettrico. Icio, questo il nome, è stato progettato  per chi ha difficoltà di movimento o per gli anziani.

Molto bella, senza dubbio, questa idea così moderna di un personal transporter. Finalmente qualcuno che pensa ai cittadini fuori moda e fuori target. Poi ho pensato ai marciapiedi delle nostre città, alle scarse piste ciclabili, all’incuria delle strade di periferia, all’abbandono dei piccoli spazi verdi sotto casa, all’accesso non facilitato alle scale di tanti palazzi. Qui non bastano le soluzioni individuali, che solo pochi si possono permettere. Ci vorrebbe soprattutto un cambio di sensibilità da parte di tutti, o almeno di molti, a cominciare da designer, architetti, urbanisti sino agli imprenditori edili.

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Va in onda il digitale terrestre

digital elder Negli Stati Uniti la televisione analogica avrebbe dovuto spegnersi a febbraio, ma quando si sono accorti che ancora 6 milioni di famiglie non avevano il decodificatore adatto, hanno rimandato a giugno il passaggio. Qui, in Italia si è deciso di procedere su base regionale, a cominciare dalla Sardegna. Il calendario dei lavori prevede che si concluda alla fine del 2012 con La sicilia e la Calabria. Per capire cosa significhi questo passaggio, e quali siano le difficoltà e le astuzie del mercato (duopolio delle reti sul territorio) vedi questo documento: La transizione anlogico-digitale.

Chi conosce la distribuzione delle frequenze sul territorio sostiene che non sarà un compito facile, perché sono state usate senza una pianificazione adeguata. La transizione sarà lenta e in regioni lontane fra loro per evitare sovrapposizioni di frequenze che disturberebbero gli utenti e gli inserzionisti pubblicitari.

Il passaggio al digitale terrestre si annuncia come un salto in avanti per tutti. Qualità delle immagini e scelta dei programmi. Al momento posso solo stestimoniare un abbassamento di qualità: immagini che si frammentano e si bloccano, canali che scompaiono, audio disturbato… Colpa dell’antenna, certamente!

Ma vediamo quali sono i vantaggi del digitale terrestre. Penso subito ai produttori di decoder che avranno interesse per  questo “cambiamento” televisivo. Non è bastato regalare i decoder come accadde qualche anno fa con un governo forse di Berlusconi. C’è ancora una buona fetta di mercato sia per i decoder sia per i televisori con decoder incorporato.
Poi, gli antennisti potrebbero trarne vantaggio, ma e probabile che per loro non cambi molto, perché se non è terrestre è satellitare. L’unica vera minaccia per loro è la televisione via cavo che è saldamente aggrappata al filo degli operatori telefonici.

Lo Stato avrebbe un suo grosso vantaggio economico, perché le frequenze dell’analogico potranno essere vendute per altri servizi, per esempio di telefonia mobile e di wiMax. Si apre così un nuovo mercato di cui ancora si sa poco, e comunque si lascia intendere che c’è già chi è interessato.

Il vero vantaggio (economico) è nello stesso digitale terrestre, infatti la nuova piattaforma, realizzata di comune accordo  da Rai e mediaset, permette di vendere programmi e film, oltre ai soliti canali gratuiti di televisione generalista. Nel mercato della pay-tv il digitale terrestre è il diretto concorrente di Sky. Di certo non basterà la tv a pagamento per liberarci dalla pubblicità, ma forse sul canone annuale che versiamo alla Rai, qualche cambiamento ci sarà.

I più “coriacei” alla conversione analogico-digitale della televisione sono le persone anziane. E’ una deduzione: non ci sono dati -  come accade in molti servizi giornalistici dei Tg quando si intervista qualcuno per strada.

Nel video segnalato qui sotto (usato negli Stati Uniti per avvertire gli utenti del cambiamento) vediamo un’anziana e tenera signora alle prese con le tecnologie digitali. E’ facile fare dell’ironia sulla “inattualità” degli anziani. Però, questo video è anche la dimostrazione divertente che le tecnologie digitali non sono ancora uguali per tutti.

PURTROPPO il video non è più disponibile al vecchio indirizzo per un reclamo di violazione del copyright da parte di Twentieth Century Fox Film Corporation. (Dimenticavo il copyright come altra fonte di guadagni che si combina con il digitale terrestre.)  Adesso, e forse per poco, il video si può ancora vedere su Youtube cliccando:
Are Old People Ready For The Digital Conversion? oppure nel sito di Starpulse.

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Tecnologie per non dimenticare

Con l’avanzare dell’età le capacità cognitive diminuiscono e in particolare la memoria diventa più friabile. In problema riguarda soprattutto le persone anziane che, oltre a ciò, devono misurarsi con l’introduzione di sempre nuove tecnologie nella loro vita quotidiana. Affermare che gli anziani hanno scarsa confidenza o persino una repulsione per i dispositivi high-tech, serve solo a nascondere il fatto che la maggior parte di questi prodotti sono progettati per una utenza limitata alle giovani generazioni.

Nel campo della domotica (automazione della casa) e della robotica (vedi robot-badante) si stanno facendo passi verso il futuro con numerose ricerche finalizzate a migliorare le condizioni di vita. La Comunità Europea già da qualche anno finanzia ricerche e studi in questa direzione. Ma è la prima volta che promuove un progetto “per sviluppare una nuova tecnologia che aiuti a prevenire il declino cognitivo nella popolazione anziana“.  Il progetto “HERMES Cognitive Care for Active Aging” intende realizzare un sistema che registra ed elabora (attraverso dispositivi fissi e mobili con un’interfaccia semplice) le esperienze dell’utente per trasformarle in ricordi digitali.

Il primo obiettivo della ricerca sarà quello di comprendere meglio le esigenze mnemoniche degli anziani. Poi, si passerà alla realizzazione di un prototipo della casa del futuro, che sarà dotato di un sistema di registrazione  video e audio capace di analizzare immagini e suoni.

Anche fuori casa (dal medico, in banca o da amici) gli anziani saranno collegati  attraverso  un dispositivo mobile che memorizza colloqui, commenti e informazioni come la posizione, la data e l’ora. I dati archiviati ed elaborati dal sistema centrale dovranno aiutare la persona a colmare i vuoti di memoria. Non ricordi cosa ha detto tua figlia ieri? Il sistema Hermes analizza le conversazioni in base alla finestra temporale e alle parole chiave del contenuto e ti permette di riascoltare o rivedere le registrazioni. Un altro esempio di aiuto, comodo per tutti, è quello della spesa: vedi che il caffè è finito e lo dici a Hermes. Poi, quando passi davanti al negozio il dispositivo mobile ti ricorda di comprarlo.

Il progetto prevede anche  un altro livello di interazione con la persona finalizzato ad allenare la memoria. Per esempio, il sistema conosce la lista degli appuntamenti passati e futuri, e formula domande all’utente sulla data, l’ora o la successione. Una specie di gioco d’intrattenimento che dovrebbe mantenere accesa la capacità di ricordare.

Il progetto Hermes combina diversi campi di ricerca: gerontologia, elaborazione del linguaggio, integrazione hardware e software. Una aspetto interessante è lo sviluppo di tecnologie per il riconoscimento del parlante e il rilevamento delle emozioni che emergono nella voce.

Il coordinamento è del Centro ricerche Ibm di Haifa e i partner del progetto sono in diversi paesi europei (per l’Italia: TXT e-Solutiions).

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Robo-badante e lavapavimenti

AR (Assistant Robot) è il primo robot progettato per aiutare nei lavori di casa. Fa il bucato, sparecchia la tavola e magari ti porta il caffè a letto.  Il prototipo, realizzato in collaborazione con la Toyota, è stato presentato dall’Università di Tokyo come una risposta pratica  alle esigenze domestiche di una popolazione sempre più anziana. (video presentazione)

A molti non piacerà l’idea di sostituire la “colf” con una macchina. Viviamo già troppo tempo isolati dalle mura domestiche, soprattutto gli anziani, e la convivenza con un robot non è certo entusiasmante. Ma siamo concreti: quanti si possono permettere di avere un assistente personale giorno e notte? Un robot, invece, sarà più economico e disponibile di qualsiasi essere umano.  Anche se non avrà la stessa sensibilità ed efficienza, fornirà comunque un aiuto alle persone anziane o malate e ai parenti che li assistono, sollevandoli dai piccoli impegni quotidiani.

Ci vorranno almeno altri dieci anni di ricerche prima che il robot-badante possa entrare nelle nostre case – e  nel frattempo dobbiamo comunque fare i conti con la sanità pubblica e privata. Non occorre aspettare, invece, per gli elettrodomestici automatizzati, ormai prodotti in serie. Per esempio il lavapavimenti Scooba: lava e deterge mattonelle, piastrelle, linoleum, vinile, marmo, ardesia, pietra e parquet sigillato. Si muove da solo senza fili elettrici, evita gli ostacoli e non sale sui tappeti. E’ previsto anche un “virtual wall”, una muro invisibile che delimita la zona da pulire. E’ probabile che l’automazione dei lavori domestici determini un calo dell’occupazione tra le colf. D’altra parte sulle navi non ci sono più gli schiavi che remano.

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Nonni e figli, difficile perderli

E’ attivo anche in Italia un sistema per la localizzazione delle persone che sfrutta la funzione GPS dei cellulari. Il servizio fornito da UbiSafe è rivolto anche alla famiglia, infatti  permette di monitorare la posizione di figli e nonni e di visualizzarla sul proprio cellulare. L’attivazione del servizio avviene via internet, così come sul web, in una mappa riservata, si possono osservare gli spostamenti della persona, tracciarne i percorsi o impostare limiti di spazio in base ai quali  ricevere avvisi immediati via SMS quando vengono superati: il bambino esce dalla scuola, il nonno scappa da casa. C’è anche una funzione per adolescenti in motorino che superano la velocità consentita o frenano bruscamente.  Ma la comodità di questo servizio è di poter vedere la mappa anche sul proprio cellulare (compatibili: Blackbarry e Nokia) e di gestire, senza computer, le impostazioni per gli avvisi.. Il costo dipende dalla scelta delle opzioni e dal numero di collegamenti.

E’ lo stesso sistema utilizzato per controllare i detenuti a domicilio con braccialetto elettronico, ma in questo caso il cellulare si può spegnere o buttare senza finire in galera. E’ un po’ claustrofobico, e forse non basta per vincere l’ansia di genitori e figli.

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