archivio: libri

Che fare se si allunga la vita

Una vita in più. Longevità che farne?

autori: de Rosnay, Servan, Schreiber, de Closets, Simonnet

editore: Bompiani

Titolo originale: Une Vie en Plus, 2005

Nota di copertina

Nei paesi avanzati del pianeta, l’aspettativa di vita continua a crescere, arrivando ormai a superare la soglia degli ottant’anni in varie nazioni europee: se il progresso della medicina e delle scienze continua a questo ritmo, un bambino su due tra quelli nati oggi diventerà centenario. Si prospetta cosě uno splendido regalo per l’umanità: una vita in più, un supplemento d’esistenza tra i quindici e i vent’anni da trascorrere in buona salute e in piena forma. Quella che è indubbiamente una buona notizia per l’individuo rischia tuttavia di rivelarsi un problema per la società. L’innalzamento della vita media comporta, infatti, oltre a straordinarie opportunità esistenziali (delle quali troppo spesso non si approfitta adeguatamente), conseguenze destabilizzanti che cominciano ad annunciarsi con avvisaglie inquietanti: il sistema pensionistico vacilla e minaccia di esplodere, mentre la questione dell’assistenza medica e sociale agli anziani si fa sempre più difficile. Dominique Simonnet esplora le problematiche legate all’invecchiamento del corpo, dalle questioni mediche a quelle estetiche e sessuali; i problemi sociali, e in particolare quelli del sistema pensionistico e assistenziale; l’aspetto spirituale e psicologico, ossia come affrontare la vecchiaia in modo positivo, come un’opportunità da sfruttare al meglio.
copertina“Stiamo davvero per ricevere uno splendido regalo: una vita in più! Un bonus tra i quindici e i venti anni, se non di più, concesso alle popolazioni dei paesi avanzati del nostro pianeta. E non è tutto: potremo trascorrere questo supplemento di esistenza in buona salute e in piena forma…”

“…Stiamo parlando di una vera e propria rivoluzione, una di quelle che sconvolgono il corpo, i comportamenti, la mentalità, i delicati equilibri sociali, il futuro dei nostri figli e dei loro discendenti. Uno di quei cambiamenti epocali che ci coinvolge tutti e a qualsiasi età.”

“Un libro dirompente, che pone una domanda semplice e fondamentale: cosa accade se la durata della vita si allunga?”
(fonte Liberonweb.it)

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“Il fantasma esce di scena”

Il fantasma esce di scena, di Philip Roth, traduzione di Vincenzo Mantovani. Einaudi

E’ appena uscito e già ha conquistato il cuore di numerosi lettori. Critici letterari e recensori sono entusiasti, non osano dirne meno che bene.

Recensioni:

da Amore e vecchiaia di Franco Malcoaldi (Repubblica): “Ne Il fantasma esce di scena viene messo a tema il problema della vecchiaia: ovvero la contrapposizione tra il disordine vitale di un mondo a cui non si riesce e non si vuole più tenere testa e il progressivo ritirarsi in un ordine e in una monotonia che preludono al declino esistenziale del protagonista.”

da Lunga vita a Nathan (Anobii): “Feroce come può essere un vecchio incontinente spodestato dalla sua città, feroce come un’attrazione che scatta meccanicamente ma che non può in nessun modo andare a segno, feroce come la sete di conquista che divide chi ha futuro da chi non ne ha quasi più. Io sono cresciuto con Nathan Zuckerman, naturale che stia dalla sua parte, sempre e comunque.”

Quarta di copertina – Einaudi.it

“Nathan Zuckerman ritorna a New York, la città che ha lasciato undici anni prima. Durante quel lungo isolamento sui monti del New England, Zuckerman non è stato altro che uno scrittore: nessuna voce, niente media, né minacce terroristiche, nemmeno una donna, zero notizie, niente di cui occuparsi a parte il lavoro e la vecchiaia da sopportare.
Vagando per le strade come un fantasma che torna da una lunga assenza, Nathan Zuckerman fa tre incontri che in breve tempo spazzano via la solitudine gelosamente custodita.
Il primo è con una giovane coppia alla quale, agendo d’impulso, offre uno scambio case: i due lasceranno la Manhattan del dopo 11 settembre per il suo rifugio di campagna, e lui ritornerà alla vita cittadina. Ma, dall’istante in cui li incontra, Zuckerman desidera anche un altro scambio: la sua solitudine per la sfida erotica rappresentata dalla giovane Jamie, il cui fascino lo riattrae verso tutto ciò che credeva dimenticato – l’intimità, il gioco vitalissimo fra il cuore e il corpo.
Il secondo contatto lo stringe con una figura del suo passato, Amy Bellette, musa e compagna del primo eroe letterario di Zuckerman, E. I. Lonoff. Amy, un tempo irresistibile, è ormai una vecchia stremata dalla malattia ma ancora decisa a preservare la memoria dell’autore americano che per primo, nella sua esemplare austerità, ha mostrato a Nathan la via solitaria per la vocazione creativa.
Infine il terzo incontro, quello con l’aspirante biografo di Lonoff, un giovane segugio letterario pronto a tutto pur di stanare il «grande segreto» del maestro.
Di colpo invischiato – come mai avrebbe voluto o previsto – nelle trame dell’amore e della perdita, del desiderio e dell’animosità, Zuckerman mette in scena un dramma interiore di vivide e intense possibilità. E mentre intesse un fitto dialogo con il primo romanzo della serie, Lo scrittore fantasma, Il fantasma esce di scena esplora nuove circostanze che arricchiscono lo stupefacente universo narrativo di Philip Roth.”

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Un libro ritrovato

Immagine di La terza etàLa terza età, di Simone de Beauvoir

(titolo originale: La vieillesse, 1970)

Libro

“Come tutti sanno, oggigiorno la condizione dei vecchi è scandalosa”.

“I vecchi sono degli esseri umani? A giudicare dal modo con cui sono trattati nella nostra società, è lecito dubitarne. Per questa società, essi non hanno le stesse esigenze e gli stessi diritti degli altri membri della collettività: a loro si rifiuta anche il minimo necessario. Gli anziani vengono deliberatamente condannati alla miseria, ai tuguri, alle malattie, alla disperazione”.

Recensione: Interruzioni.

A chi pensa che questa analisi pubblicata nel 1970 non sia più di attualità, perché crede che le condizioni degli anziani non siano più quelle dell’abbandono e della solitudine, consiglio di guardarsi attorno. Ogni giorno i TG trasmettono immagini di anziani vittime di guerre, povertà, sopprusi, ma sempre in altri paesi. Qualche attenzione durante le emergenze: il caldo dell’estate, l’influenza, alluvioni e scippi.

Forse qualcuno pensa che siano solo un costo sociale, ma per ora non lo dice finché la crisi economica rende interessanti anche i risparmi e le misere pensioni di gran parte degli anziani. Però una soluzione l’hanno già pensata, loro: eliminare le pensioni e far pagare l’assistenza sanitaria. Devono solo capire come guadagnarci e come dividersi i profitti. Ed è fatta!

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Lessing e Szabo

Suggerimenti per la lettura dal gruppo di aNobii:

Il diario di Jane Somers
Scritto da Doris Lessing, tratta della strana amicizia che si instaura con non poche difficoltà tra una giovane donna in carriera e un’anziana scorbutica e sola. Mercedes-Gala, Mar 8, 2008

Magda Szabo
Scrittrice ungherese nata nel 1917, ha magistralmente descritto il mondo degli anziani in due romanzi: La porta (un capolavoro) e La ballata di Iza. Mercedes-Gala, Mar 8, 2008

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Patrimonio di Philip Roth

Immagine di Patrimonio“Questo romanzo è mio, lo sento mio. Chiunque abbia perso un genitore (o entrambi) con le modalità terribili descritte da Roth, chiunque abbia avuto un rapporto conflittuale e difficile con uno o entrambi i genitori, pur sentendo forte il legame e il “patrimonio” che essi inevitabilmente ci trasmettono (e l’amore che non possiamo impedirci di provare), troverà questo romanzo profondamente toccante, ma anche profondamente lucido e, in fondo, portatore di serenità, di accettazione della vita e della morte.”
Recensione tratta dal blog Dimmi, Cosa Leggi?

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